venerdì 29 luglio 2016

Beauty routine: quando la spiaggia si trasforma in una SPA

Le agognate vacanze si avvicinano, e con loro i momenti da trascorrere in completo relax in riva al mare e sotto l’ombrellone, con nulla di più impegnativo di un buon libro e una bibita fresca. Ferie non è però sinonimo di trascuratezza, soprattutto perché oltre che sullo spirito, sole e mare hanno effetti benefici anche sul corpo: anche se non si hanno a portata parrucchiere ed estetista, è possibile trarre il massimo dalle giornate trascorse in spiaggia per sfoggiare capelli e silhouette da urlo. Ecco 5 preziosi consigli da mettere in pratica per rivoluzionare la beauty routine:
 Beach waves come le dive grazie all’acqua salata: Gli hairstylist di Hollywood ormai non possono più farne a meno: stiamo parlando dei prodotti a base di acqua di mare – se non l’acqua di mare stessa, come fa Jennifer Aniston – perfetti per aggiungere texture alla chioma, tenere sotto controllo l’effetto crespo e garantire una piega a lunga durata. Invece di darvi da fare con arricciacapelli e piastra, per sfoggiare le perfette onde da spiaggia tuffatevi (rigorosamente dopo avere applicato un prodotto protettivo sulla chioma per conservare idratazione e luminosità) e una volta uscite dall’acqua pettinate i capelli e poi raccoglieteli in due trecce. Lasciate asciutti, scioglieteli e pettinateli delicatamente con le dita: l’ondulazione sarà perfetta, e a costo zero
 Pelle liscia come la seta con sale e sole: La combo sale + sole è un vero e proprio toccasana per la pelle, grazie alla delicata esfoliazione del primo e all’azione astringente e disinfettante del secondo, che riduce le infiammazioni e stimola il rinnovamento cellulare. E’ sufficiente aspettare che il sale si asciughi sulla pelle prima di fare una doccia, e applicare con frequenza prodotti con spf per evitare scottature e mantenere l’epidermide idratata
 Cellulite addio grazie alle onde: Ritagliatevi una sessione “gym” di circa 40 minuti nelle ore meno calde per dedicarvi a una lunga camminata in riva al mare, con l’acqua che arriva a metà coscia: le onde svolgeranno un naturale massaggio che stimola la circolazione, il sale drenerà i liquidi in eccesso e l’effetto “resistenza” tonificherà i muscoli. Per gambe da top e abbronzatura uniforme
 Piedi da diva con la sabbia: Il massaggio combinato dei sassolini e della sabbia durante una passeggiata in riva al mare fa miracoli su estremità secche e rovinate, esfoliando e stimolando la circolazione: prendete una manciata di sabbia mentre siete a mollo, e strofinatela delicatamente sui talloni e sulle aree più ruvide per una pelle liscia e vellutata. Una volta a casa, vi basterà applicare una crema idratante e un velo di smalto trasparente per una pedicure a prova di red carpet
 Silhouette da top con gli sport da spiaggia: Dal pedalò, perfetto per tonificare glutei e cosce, al beach volley, ottimo allenamento cardiovascolare, passando per bacchettoni, frisbee e pallavolo in acqua, in spiaggia le possibilità di movimento sono infinite, e allenano tutti i muscoli del corpo divertendosi e abbronzandosi. Bastano 30 minuti al giorno, e dopo una settimana rientrerete in ufficio con una silhouette rivoluzionata.
(www.bellezza.it)

martedì 19 luglio 2016

I "funghi di mare"

Con l’arrivo della stagione estiva, molti pazienti si rivolgono al dermatologo per la comparsa di funghi sulla pelle, in particolar modo sul dorso, sulle spalle, sul collo; questi si presentano come macchiette rosate o più spesso biancastre, confluenti, non sintomatiche, che il paziente riferisce di avere ‘preso’in spiaggia, al mare, o in piscina, incolpando del contagio la sabbia, i lettini, gli asciugamani o superfici poco pulite. Parliamo del cosiddetto ‘fungo di mare’.
In realtà questa dizione, come anche queste attribuzioni di colpa, non sono affatto corrette dal punto di vista scientifico, vediamo perché…
Innanzitutto chiariamo che il fungo responsabile di queste chiazze ha un nome preciso, si chiama ‘Malassezia furfur’ (o Pityrosporum Ovale) ed è un lievito saprofita della cute. Ciò significa che lo troviamo di frequente sulla pelle sana di ognuno di noi.
In alcune condizioni cutanee ( pH, sudorazione, seborrea…) questo lievito diventa un patogeno ‘opportunista’, cioè prolifera in modo abnorme e le sue colonie provocano il manifestarsi di quelle macule e chiazze finemente desquamanti che si vedono sulla pelle.
Pelle umida e affezioni croniche debilitanti sono fattori favorenti lo sviluppo di questa infezione fungina (‘Pityriasis Versicolor’) che, tra tutte le micosi superficiali, è in assoluto la più frequente, soprattutto tra i giovani-adulti.
La pityriasis versicolor ha un andamento tipicamente stagionale, infatti le macchie compaiono in primavera e si rendono più evidenti d’estate ( da qui l’errata convinzione che il sole o il mare provochino in qualche modo l’insorgenza della malattia).
Le sedi maggiormente colpite sono il tronco, il collo, e più raramente il cuoio capelluto e la radice degli arti.Su cute abbronzata, le macchie appaiono acromiche, cioè biancastre, perché il fungo produce una sostanza (acido azelaico) che intossica i melanociti, i quali per un certo periodo di tempo non saranno in grado di produrre la melanina.
La malattia è poco contagiosa, infatti sono rari i casi in cui marito e moglie, o due fidanzati che vivono a stretto contatto, la manifestano entrambi. Questo poiché, come abbiamo già detto, la proliferazione del fungo avviene per condizioni locali della pelle, e non per contagio da contatto con materiale infetto o persone infette.
La terapia di questa micosi consiste nell’utilizzo di prodotti antimicotici topici ( in forma di creme, lozioni, spray, ma anche in bagnoschiuma o shampoo medicati) e sistemici ( per bocca). E’ necessario che sia il dermatologo ad impostare la terapia, perché ogni principio antimicotico ha il suo schema terapeutico e, come ogni farmaco, anche questa categoria presenta effetti collaterali e controindicazioni.
Purtroppo la pityriasis versicolor, pur non essendo una malattia ‘grave’ e non avendo implicazioni sistemiche, è per sua natura cronica e recidivante; ciò significa che, pur eseguendo una terapia corretta, la stessa infezione, con manifestazioni uguali o anche differenti, si può ripresentare l’anno successivo. Questo purtroppo succede nella maggioranza dei casi, e scoraggia il paziente, il quale è portato a pensare che queste chiazze siano quasi fisiologiche, o che il medico abbia sbagliato nel prescrivere la terapia già effettuata. E’ necessario invece che il paziente sia educato a riconoscere e trattare questa micosi fin dal suo esordio e all’inizio di ogni recidiva, anche assumendo comportamenti adeguati (come ad esempio evitare indumenti non traspiranti quando si suda…) e adottando semplici regole di prevenzione, come l’utilizzo di prodotti quotidiani specifici (ad esempio bagnodoccia o shampoo) che abbassino il pH della sua pelle.

Alla luce di quanto spiegato, la raccomandazione è quella di farsi visitare da uno specialista appena compaiono delle chiazze sospette, evitando le autodiagnosi, e di seguire scrupolosamente le indicazioni terapeutiche.

(fonte: www.aideco.org)

giovedì 7 luglio 2016

Beauty alert: fate attenzione alle fiale

Come abbiamo già evidenziato in un altro post, i trattamenti iniettivi devono essere eseguiti solo da personale medico qualificato che garantisca la sicurezza del prodotto e della terapia. 

I prodotti (in questo caso “filler” e “biorivitalizzanti”o "biostimolanti"), devono rispondere ad una normativa apposita e devono essere registrati nell’ Elenco dei dispositivi medici e dispositivi medici impiantabili attividisponibile sul sito del Ministero della Salute.

Vi basterà inserire il nome del prodotto per verificare l’effettiva registrazione. Un professionista serio, deve garantire ai propri pazienti:

  • prodotti certificati;
  • terapie eseguite in centri medici, caratterizzati da scrupolosa igiene (diffidate dei “botox party” e dei trattamenti iniettivi effettuati da personale NON medico);
  • terapie in massima trasparenza consegnando al paziente il “talloncino” del prodotto iniettato.

A questo proposito facciamo un po' di chiarezza sulla pratica:
  • Le fiale sono confezionate sigillate singolarmente e devono essere aperte davanti al paziente.
  • All’interno (o all’esterno) della confezione sigillata le aziende forniscono i “talloncini” con il nome del prodotto, la data di scadenza e il numero del lotto. Un talloncino viene posto in cartella e l’altro consegnato al paziente. Questa è una fase importantissima nel caso di eventi avversi.

  • In alcuni casi le aziende non forniscono i “talloncini”, si fornisce così al paziente l’etichetta incollata sulla siringa dall'azienda produttrice o il “talloncino” posto sulla confezione esterna (in genere si tratta di prodotti confezionati singolarmente) che riportano sempre il nome del prodotto, il numero del lotto e la data di scadenza.

Non abbiate mai timore di chiedere spiegazioni e ricordate che la vostra salute, viene prima di tutto.


Beauty alert: Evitate le esagerazioni

Se state pensando di usare i filler dermici e volete apparire solo migliori, evitate di sembrare innaturali e sovrariempiti.

Negli anni 80 e 90 la chirurgia estetica ha spesso prodotto un aspetto molto teso, poi è venuto il lifting liquido che ha fatto l'opposto. Iniezioni di filler dermici sono ora usate per migliorare zigomi, linee di mascella e labbra, ma invece di migliorare sottilmente i particolari, molto donne hanno ricevuto un uso spropositato di filler apparendo troppo soffici e gonfie.

Iniettare filler dermici richiede comprensione dell'anatomia, anni di esperienza e senso artistico. Medici con questa abilità, certificati, posso ora trovarsi a rovesciare questa impostazione. Le donne vanno dal loro medico estetico di fiducia per ridurre - guance troppo rotonde e labbra piene. Per annullare questi effetti, i dottori iniettano enzimi o farmaci che possono ridurre e sgonfiare visi inespressivi.

Vi consigliamo di andare al consulto di chirurgia estetica armate di foto di voi stesse durante gli anni, così che il dottore possa vedere la forma originale del viso e come è invecchiata. Sicuramente un buon medico estetico vi valuterà a fondo: la vostra qualità e tessitura della pelle; il suo tono e spessore; il volume di guance e labbra; la struttura ossea e come la vostra faccia appare ferma e animata.

Un medico esperto eviterà cadute come queste: aggiungere volume ad occhi infossati può far recedere ancora gli occhi e farli sembrare troppo piccoli; gonfiare troppo le pieghe nasolabiali e le linee di espressione può eliminare la struttura del centro della faccia; guance troppo piene possono far sembrare l'area sotto gli occhi vuota.


Se state considerando i filler dermici, mettetevi nelle mani di medici estetici e procedete lentamente, invece di fare tutto in una sola volta.